Hotel a Napoli

Hotel consigliati a Napoli

Stelle Hotel
Corso Meridionale 60/62
80143 Napoli
Hotel Colombo
Via Nolana, 35
80142 Napoli
da 40 €
La Ciliegina Lifestyle Hotel
Via Paolo Imbriani 30
80132 Napoli
da 150 €
Le Cheminee Business Hotel
Via della Stadera, 91
80143 Napoli
da 42 €
Hotel Ramada Naples
Via Galileo Ferraris, 40
80142 Napoli
da 57 €
Hotel Real Orto Botanico
Via Foria 192
80139 Napoli
da 50 €
Hotel Residence Plebiscito
Via Chiaia, 79
80121 Napoli
da 79 €
Hotel Palazzo Esedra
Piazzale Tecchio 50
80125 Napoli
da 90 €
Decumani Hotel de Charme
Via San Giovanni Maggiore Pignatelli 15
80134 Napoli
da 104 €
Residenza Le Rose Villa d'Arte
Discesa Gaiola 73
80123 Napoli
da 65 €
Hotel Schilizzi
Via Matteo Schilizzi 16
80133 Napoli
da 55 €
Hotel Serius
Viale Augusto 74
80125 Napoli
da 55 €
Hotel Nuovo Rebecchino
Corso Garibaldi, 356
80142 Napoli
da 44 €
Hotel Prati
Via Cesare Rosaroll, 4 (angolo Piazza Principe Umberto)
80139 Napoli
da 33 €
Cristal Hotel
Via Torino 108
80142 Napoli
da 27 €
Holiday Inn Naples
Centro Direzionale Isola E6
80143 Napoli
Hotel Palazzo Alabardieri
Via Alabardieri, 38
80121 Napoli
da 109 €
UNA Hotel Napoli
Piazza Garibaldi, 9/10
80142 Napoli
da 79 €
Vergilius Billia
Via Giuseppe Pica 2-16
80142 Napoli
da 42 €
Ferdinando II
Piazza Carlo III,59
80137 Napoli
da 53 €
Kleopatra Design Hotel
Via Nuova del Campo 63
80141 Napoli
da 63 €
Best Western Hotel Paradiso
Via Catullo 11
80122 Napoli
da 85 €
Grand Hotel Oriente
Via Armando Diaz, 44
80134 Napoli
da 100 €
Hotel Excelsior, Naples
Via Partenope 48
80121 Napoli
da 129 €
Hotel Siri
Via Nicola Mignogna 15
80142 Napoli
da 38 €
Hotel Majestic
Largo Vasto a Chiaia 68
80121 Napoli
da 75 €
Culture Hotel Villa Capodimonte
Via Moiariello, 66
80131 Napoli
da 79 €
Hotel Poker
Milano 13
80142 Napoli
da 35 €
Hotel Cavour
Piazza Garibaldi, 32
80142 Napoli
da 39 €
Suite Esedra
Arnaldo Cantani, 12
80133 Napoli
da 53 €

La ricchezza di Napoli

Napoli è una delle più grandi città italiane, conosciuta in tutto il mondo oltre che per le sue bellezze culturali e artistiche per le sua ricchezza in molteplici campi: teatro, musica, cucina, cinema. Sono numerosi gli alberghi e le strutture ricettive per i visitatori che vogliono trascorrere una piacevole vacanza estiva o anche soggiorni all’insegna di arte e cultura in ogni momento dell’anno.

La città delle cinquecento cupole

La visita della città non può che partire che dal centro storico, inserito dall’UNESCO tra i patrimoni dell’umanità, per la sua bellezza e ricchezza storica e architettonica. Le testimonianze religiose presenti sono numerose. Sono circa cinquecento le chiese in città, per questo Napoli venne definita la città delle cinquecento cupole. La più nota è la basilica di Santa Maria Assunta, duomo della città. Interessante la Chiesa di San Domenico Maggiore con vicino il convento dove si può visitare la cella che ospitava San Tommaso d’Aquino, che visse e insegnò qui. Da vedere anche la Chiesa di Sant’Antonio a Posillipo, la Chiesa di Santa Maria del Faro, la Basilica dell’Incoronata Madre del Buon Consiglio a Capodimonte, la Basilica di San Francesco di Paola e il Monastero di Santa Chiara.

I monumenti simbolo di Napoli

Tra i monumenti simbolo di Napoli è d’obbligo visitare il Palazzo Reale di Napoli, una delle quattro residenze dei Borbone , oltre alla reggia di Caserta, di Capodimonte e di Portici. Il maestoso palazzo, in piazza del Plebiscito oltre a numerose sale all’interno, ha giardini all’inglese all’esterno. Immancabile la visita a Castel Nuovo, noto come il Maschio Angioino, uno storico castello medievale in piazza Municipio, oggi sede del Museo Civico di Napoli. Senza fiato lascia la vista di Castel Sant’Elmo, castello medievale situato sulla collina del Vomero, sede del museo “Napoli Novecento” e di altre manifestazioni ed eventi e il Castel dell’Ovo, il più antico della città che si staglia sul Golfo di Napoli. Per gli amanti dello shopping di qualità, è interessante fare una passeggiata alla Galleria Umberto I, una galleria commerciale storica della città, costruita a fine ottocento, che ospita anche oggi negozi, locali, ristoranti e hotel.

La cucina napoletana

Visitando Napoli si deve far tappa in uno dei ristoranti, pizzerie o pasticcerie per gustare le delizie della cucina napoletana, che ha fatto conoscere la città in ogni parte del pianeta. Per gli amanti della pizza, la pizza napoletana con pomodorini, mozzarella di bufala e basilico, alta e fragrante è un must. Tra i primi potremo assaggiare una pasta e fagioli, gli spaghetti alla puttanesca o la famosa frittata di maccheroni. Tra i secondi da provare il sartù di riso o per il pesce i polpi alla luciana o una gustosa impepata di cozze, accompagnate magari da una parmigiana di melanzane. Il pasto sarà accompagnato da un buon vino tipico, come i bianchi Greco di Tufo o Falanghina e dai rossi Taurasi e Aglianico. Un buon pranzo si chiuderà con uno dei dolci più famosi al mondo: un babà, una sfogliatella e una fetta di pastiera e una immancabile tazza di caffè napoletano.

Duomo di Napoli

Voluto da Carlo d’Angiò nel 1294 e costruito sulle spoglie di antiche basiliche e il Duomo si presenta con pianta a croce latina suddivisa in tre navate con cappelle laterali. Le navate sono separate da antichissimi pilastri in cui sono incorporate delle colonne di origine romana sulle quali poggiano dell’arcate ogivali decorate in marmo e stucco. Al termine della navata principale, lunga circa cento metri, si trova l’ampia abside a pianta poligonale. Il soffitto della navata principale è decorato con cassettoni in legno dorato e intagliato, tutti gli stucchi che decorano il Duomo sono di epoca seicentesca. I tre portali si trovano in corrispondenza delle navate, questi ultimi sono decorati da sculture in marmo, in quella centrale si trova la statua del Cristo. L’unico portale che viene aperto per tradizione è quello laterale, aperto in occasione dell’attesissima festività di San Gennaro.

Tra tutte le cappelle due sono quelle principali da segnalare per la loro importanza storico e artistica: quella di Santa Restituta, esempio di architettura paleocristiana incorporata fin dalle origini nella basilica e la Cappella del tesoro di San Gennaro. Quest’ultima è stata realizzato per volere del popolo napoletano nel 1527 a seguito di una drammatica pestilenza che portò alla morte di 250.000 persone. La cappella fu realizzata con la partecipazione degli artisti più importanti della scuola barocca. La pavimentazione e il cancello della cappella sono stato disegnati dal Fanzago, decorata con marmi pregiati e con sculture di matrice berniniana , numerosi sono gli affreschi e pitture che rendono questa cappella un vero e proprio gioiello artistico.

Nella cappella sono custodite due ampolle che secondo la leggenda custodiscono il sangue di San Gennaro, protettore della città. Secondo le fonti, le ampolle con il sangue vennero consegnate da una donna pia che lo aveva raccolto e consegnato al vescovo di Napoli. Questa reliquia è ancora oggi oggetto di profonda venerazione: il miracolo della liquefazione del sangue, in cui i grumi rappresi si sciolgono spontaneamente, si ripete ogni anno dal 1389. Questo evento si ripete il 16 dicembre, anniversario dell'eruzione vesuviana del 1631, e il 19 settembre, data del martirio di san Gennaro. Il rito della liquefazione è accompagnato da preghiere e vocazioni del santo. Lo scioglimento del sangue è considerato di buon auspicio se avviene senza intoppi, nel caso contrario è un segnale sfavorevole. Fino ad oggi nessuno è riuscito a trovare una spiegazione a questo miracoloso fenomeno, di conseguenza, attorno al sangue di San Gennaro sono cresciute numerose leggende e superstizioni.

Come arrivare

Dalla stazione Napoli centrale: prendere la metro L2 verso Pozzuoli, fino a piazza Cavour, proseguire per 800 metri verso Via Duomo.

Piazza del Plebiscito

Piazza del Plebiscito rappresenta una delle piazze più importanti e monumentali della città di Napoli. La piazza si trova nei pressi di altri monumenti importanti come il Maschio Angioino, il Teatro San Carlo e Castel Sant’Elmo. Nella piazza si affacciano quattro edifici:la Basilica di San Francesco di Paola, Palazzo Reale, Palazzo Salerno e il Palazzo della Prefettura.

Fin dalle origini la piazza era uno slargo irregolare dove si svolgevano feste popolari; a partire dal Settecento assunse la sua conformazione attuale con il completamento della costruzione del Palazzo Salerno (fine '700), del Palazzo della Prefettura (1815), e dello scenografico portico a emiciclo di ordine dorico in pietra lavica e marmo, forse il vero emblema della piazza.

Il portico fu completato pochi anni più tardi con la costruzione della Basilica di San Francesco di Paola eretta per volontà di Ferdinando I. La basilica domina la piazza con un’imponente prospetto neoclassico sormontato da una cupola che si solleva su un tamburo cilindrico, ispirata a quella del Pantheon di Roma. La facciata è divisa da sei colonne e due pilastri ionici che sormontano un timpano classico. A questa maestosa piazza fa da sfondo il Palazzo Reale, il cui progetto originario risale al 1600 ed è opera di Domenico Fontana. Esso subì un incendio e sotto Ferdinando II iniziò il restauro durante il quale furono aggiunti lo scalone monumentale e il giardino pensile.

Di fronte alla Basilica sono posizionate due statue equestri di Carlo III di Borbone, opera di Antonio Canova, e di suo figlio Ferdinando I, scolpito dai seguaci dell’artista. Le sculture celebrative dovevano festeggiare il ritorno dei Borboni dopo la dominazione napoleonica.

Pare che al centro della piazza ellittica nel 1885 venne installata una monumentale fontana; smontata successivamente, che ritornò alla sua collocazione originaria cento anni dopo in occasione delle celebrazioni del centenario dell’acquedotto. Ad oggi è stata rimossa nuovamente, dal 1994 l’area è stata completamente riservata ai pedoni dopo un periodo in cui era stata trasformata in un parcheggio.

Come arrivare

Dalla Stazione Centrale: prendere il Bus R2 (fermata San Carlo). Da Capodichino: prendere l’Alibus e scendere a Piazza Municipio, Palazzo Reale è distante poche centinaia di metri.

Galleria Umberto I

La galleria Umberto I fu costruita a seguito di un’epidemia di colera scoppiata nella città nel 1884. Sventrati i quartieri di Porto, Pendino, del Mercato e Vicaria la galleria fu progettata in seguito all’imminente bonifica dell’intero quartiere. La Galleria si presenta con una struttura di copertura in ferro e vetro di 1076 metri quadrati, larga 15 metri. All’interno sono percorribili due vie che si incrociano ortogonalmente, nel punto di incontro delle due s’innalza la volta, sempre in vetro e ferro. La cupola è divisa in otto pennacchi in cui sono collocate ai lati otto figure femminili che sorreggono i lampadari. Sul tamburo della cupola è invece visibile in alto su ogni finestra, una Stella di Davide, intesa come simbolo massonico. Nella pavimentazione sottostante alla cupola dei mosaici riproducono i segni zodiacali e la rosa dei venti, questi sostituiscono gli originali andati persi durante la seconda guerra mondiale.

Le facciate interne della galleria sono divise da lesene lisce che fungono da cornice ai negozi che si trovano lungo il percorso; sopra le lesene una fascia di serliane, mentre in successione è visibile un’altra fascia di bifore; per finire la parte superiore si presenta con delle finestre quadrate. Questo schema si ripropone anche nella facciata, nel suo ingresso principale che si apre su Via San Carlo, sede dell’omonimo teatro. L’ingresso, infatti, è costituito da una facciata ad esedra con statue raffiguranti le stagioni, i quattro continenti, le scienze, oltre alle divinità classiche.

La Galleria Umberto I rappresenta l’avanzata della classe borghese che dimostrava con questa struttura la propria influenza. Tra le curiosità: verso via Verdi è riconoscibile la scritta che ricorda la locanda Moriconi, famosa per aver ospitato nel 1787 Goethe; sotto la galleria esiste un’altra piccola galleria con al centro il teatro della Belle Epoque e il Salone Margherita, questi per più di vent’anni rappresentarono un punto di ritrovo per personalità importanti tra cui Gabriele d'Annunzio, Matilde Serao e altri scrittori e poeti dell’epoca. Inoltre la galleria ha ospitato per oltre mezzo secolo i lustrascarpe detti sciuscià i quali lustravano le scarpe unicamente a uomini nobili napoletani.

Ad oggi la Galleria concentra un alto numero di negozi e boutique, è uno dei punti più mondani di Napoli. Ogni anno nella galleria viene accolto il famoso albero di Natale sul quale vengono appese le lettere con i desideri di grandi e piccini.

Come arrivare

Dalla Stazione Napoli centrale: prendere la linea L2 direzione Pozzuoli per due fermate, scendere a Montesanto e proseguire per Via san Carlo.

Città della Scienza

Distrutta parzialmente in un incendio divampato nel marzo del 2013, la Città della scienza ha riaperto al pubblico circa un mese dopo con esposizioni e mostre in alcuni spazi del complesso.

La Città della Scienza è un’iniziativa finalizzata a promuovere la divulgazione scientifica. Gestita dalla fondazione Idis si sviluppa con una struttura polifunzionale costruita nel quartiere Bagnoli. Il complesso è costituito da un museo scientifico interattivo, un incubatore di imprese e un centro di formazione. Il complesso ha origine nel 1897 con un’iniziativa chiamata “Futuro Remoto”, che si svolse alla Mostra d’Oltremare, a seguito di ciò e del grande successo fu costituita la Fondazione Idis e successivamente la realizzazione di un centro apposito come polo scientifico della città che rappresentasse per il quartiere una nuova opportunità di ricerca e innovazione. Nel 1996 fu aperto il primo nucleo del complesso museale e nel 2001 fu inaugurato il Science Centre, infine nel 2003 fu completato con la realizzazione del Centro Congressi, del centro di Alta Formazione e del Business Innovation Centre. È prevista anche l’apertura di un nuovo blocco dedicato al corpo umano. Ad oggi le sezioni aperte della Città della scienza sono: il Science Centre, l’Officina dei Piccoli, Teatro Galilei 104, il Centro di Alta formazione, il centro di Innovazione e Sviluppo e il Centro Congressi.

Nel Science Center, piccoli e grandi sono coinvolti nella sperimentazione al fine di osservare, capire e riprodurre fenomeni proposti in un’area riservata ai laboratori e agli esperimenti. L’Officina dei Piccoli permette ai bambini di conoscere la scienza attraverso delle attività ludiche. Il teatro Galilei 104 è un complesso polivalente ancora in via di definizione che ospiterà spettacoli e laboratori formativi per le scuole. Il Centro di Alta formazione offre invece cinque aule finalizzate alla formazione e alla ricerca scientifica, mentre il Centro di Innovazione e Sviluppo costituisce l’area operativa della Fondazione Idis che fornisce assistenza e affiancamento ad imprese, enti per l’attivazione di processi di sviluppo e innovazione sul territorio campano. Infine vi è il Centro Congressi dedicato a grandi convegni che hanno come tematiche lo sviluppo e la ricerca scientifica.

Come Arrivare

Dalla Stazione Ferroviaria prendere la linea metropolitana L2 verso Pozzuoli, scendere a Campi Flegrei e prendere l’autobus R7 oppure C1.

Centro Storico

Il primo nucleo di Napoli risale agli inizi del V secolo a. C, alla fine del IX secolo si ebbe l’edificazione a scopi commerciali di una colonia sull’isola di Megaride dove ora sorge il famoso Castel dell’Ovo; nel 680 a. C. i Cumani fondarono Partenope, mentre Neapolis nascerà a seguito della vittoriosa battaglia dei greci sugli etruschi nel 474 a.C.

L’attuale centro storico coincide con la Neapolis greca: dall’impianto ortogonale articolato in cardi e decumani che si tagliano blocchi rettangolari ancora oggi riconoscibili. All’impianto greco romano si aggiungono nel tempo nuove zone urbane edificate in direzione del mare, sorgono infatti il Mercato, la Nuova Reggia, le zone portuali con i Tribunali e così via. Resti greci sono oggi visibili nell’area nord occidentale della città. Cimiteri, catacombe e altri reperti invece sono di epoca romana e sono visitabili nelle aree archeologiche. Dopo la caduta dell’Impero Romano vengono costruite numerose chiese e come la Basilica di San Gennaro e il rione Sanità.

Seguirà uno sviluppo della città piuttosto disordinato, soprattutto a causa dell’assenza di piani regolatori. Nel centro storico di Napoli è riconoscibile oltre al passaggio dei Greci anche quello dei Romani, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi, Castigliani, Austriaci, fino ai Borboni e con esso l’aumento della popolazione che passò da 8000 a quasi 500.000 persone durante l’Unità d’Italia. L’edificio più celebre dell’epoca Normanna è il Castel dell’Ovo situato sull’isolotto di Megaride oggi sede di importanti esposizioni ed eventi culturali con una splendida vista sul golfo di Napoli. Di matrice gotica provenzale sempre nel centro storico è d a visitare la Nuova Cattedrale che conserva la celebre cappella del tesoro di San Gennaro insieme alle chiese di San Lorenzo Maggiore, Santa Chiara e il Castel Novo detto anche il Maschio Angioino, la fortezza e dimora nobiliare di Castel Capuano e infine il Palazzo del Principe di Taranto. Durante il periodo aragonese sorgeranno invece diverse fortificazioni ed edifici monumentali come il Palazzo Reale in Piazza del Plebiscito, e la Basilica di San Francesco da Paola. Durante il XIX secolo la città fu oggetto di grandi trasformazioni che portarono ad una riorganizzazione degli spazi urbani e della planimetria cittadina che rese Napoli una città metropolitana e moderna in cui antico e contemporaneo si fondono regalando ai visitatori scorci di straordinaria bellezza.

Il centro storico di Napoli dal 1995 è considerato patrimonio mondiale dell’umanità riconosciuto dell’UNESCO

Come arrivare

Dalla Stazione Napoli Centrale e da Piazza Garibaldi è possibile prendere tutti gli autobus o la metro che conducono verso le diverse parti della città.

Spaccanapoli

Questo quartiere è caratterizzato da un’asse che collega con una linea retta i Quartieri Spagnoli e il quartiere Forcella, chiamato Spaccanapoli poiché osservando la città dalla più alta collina del Vomero la città sembra letteralmente spaccata in due parti: Spaccanapoli è il decumano inferiore costruito dai greci e che attraversa tutta la città di Napoli nella sua lunghezza costituendo il cuore della città. Spaccanapoli si suddivide in tre spezzoni: Pasquale Scura considerato il punto dove finiscono i Quartieri Spagnoli; la parte centrale costituita dalle vie Maddaloni, Domenico Capitelli, Benedetto Croce e San Biagio dei Librai (in questo tratto troviamo famose piazze di Napoli: piazza del Gesù Nuovo, piazza San Domenico Maggiore, piazzetta Nilo e largo Corpo di Napoli); fino alla parte che porta al quartiere Forcella.

Su Spaccanapoli sono presenti numerosi edifici di culto dal forte significato storico e culturale. Primo fra tutti, è la Chiesa del Gesù Nuovo detta anche della Trinità Maggiore, che fu costruita tra il 1584 ed il 1601 sull’antico Palazzo Sanseverino. L’edificio è celebre poiché custodisce al suo interno il corpo di Giuseppe Moscati modello di carità cristiana ancora oggi stimato dai napoletani. La chiesa è inoltre celebre per i segni presenti sul bugnato della facciata laterale: secondo la leggenda la facciata fu commissionata a maestri pipernieri dalle abilità esoteriche che avrebbero dovuto, con questa costruzione, convogliare un’energia positiva sul palazzo proteggendo la dinastia dalle sventure. Ma per incapacità dei costruttori le pietre furono collocate diversamente attirando così ogni genere di sciagure. Recentemente degli studi hanno evidenziato che le iscrizioni incise sul bugnato corrispondono ad un concerto per strumenti a Plettro.

Vicino alla Chiesa di Gesù Nuovo si trova la basilica di Santa Chiara con il complesso monastico, voluta dagli angioini nel XVI secolo, la facciata è caratterizzata da un grande rosone centrale incorniciato da una facciata dalle linee semplici. All’interno è presente la tomba della dinastia Borbonica. Più avanti si trova un’altra attrazione molto importante: Piazza San Domenico Maggiore. Al centro della piazza si può osservare l’obelisco voluto dai Domenicani come ringraziamento per la fine della pestilenza nel 1556. Tra le caratteristiche principali della zona, la sua importanza legata alla produzione dei presepi che si concentra soprattutto in via san Gregorio Armeno, ricca di botteghe artigiane che realizzano autentici capolavori in miniatura per il periodo del Natale. Spaccanapoli rappresenta indubbiamente uno dei luoghi più tipici della città con i suoi negozi, botteghe, ma anche punti di ritrovo dove gustare prodotti tipici della tradizione pasticcera di Napoli.

Come arrivare

Dalla Stazione centrale le linee Cs e R2 fino a Piazza Amore.

Posillipo

Meta obbligata dei turisti è il colle più noto di Napoli; il suo nome deriva dal greco Pausilypon che letteralmente significa “tregua dal pericolo”: probabilmente questa collina era un tranquillo rifugio con un panorama mozzafiato unico. I primi ad abitare il colle furono i greci , seguirono i romani: sono visibili infatti i resti delle aperture che servivano a ventilare il tunnel che conduceva alla villa di Publio Vedio Pollione. Infine sono presenti anche i resti di un anfiteatro, sempre di epoca romana. Al fine di difendersi dalle numerose invasioni barbariche gli abitanti si rifugiarono più all’interno della cittadella fortificata. Posillipo cadde nel declino e nell’incuria. Ma nel 1820 venne costruita via Posillipo, strada che costeggia tutta la costa fino al porto di Margellina. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale il quartiere ha subito pesanti ricostruzioni , conservando diversi edifici storici come Villa Rosebery. La villa neoclassica era una residenza reale, oggi costituisce una delle tre sedi ufficiali del Presidente della Repubblica Italiana e per questo non è sempre visitabile.

Sulla punta di capo Posillipo, si trova il Parco archeologico, che offre numerose testimonianze archeologiche e naturalistiche. Tra i reperti più importanti vi sono la grotta di Seiano, il parco sommerso di Gaiola, la villa imperiale di Pausilypon, il teatro dell’Odeon ed il palazzo degli Spiriti.

Il parco sommerso di Gaiola, è una piccola area marina protetta che circonda le Isole della Gaiola nel golfo di Napoli. La sua singolarità è dovuta alla mescolanza di elementi vulcanologici, archeologici e biologici, nel suo fondale sono visibili i resti di porti e peschiere. Il parco è stato istituito nel 2002 dai Ministeri dell’Ambiente e dei Beni Culturali. Altro sito di particolare interesse all’interno del Parco archeologico è la Villa Imperiale di Pausilypon aperta nel 2009, la Villa che risale al 31 a.C fu costruita ad opera di Publio Vedio Pollione che decise di trascorrere gli ultimi suoi giorni in questo splendido scorcio. Poco distante sono ancora visibili i resti dell’anfiteatro che all’epoca poteva ospitare oltre 2000 persone; è presente, inoltre, un teatro detto dell’Odeon e alcune sale di rappresentanza della Villa che confinano con l’odierno parco sommerso di Gaiola. La villa alla morte di Publio Vedio Pollione divenne per la sua bellezza e posizione strategica la residenza imperiale di Augusto e di tutti i suoi successori.

Come arrivare

Dalla stazione di Napoli centrale prendere la metropolitana L2 verso Pozzuoli, dopo tre fermate scendere e prendere il Bus C27 direzione Posillipo.

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