Hotel a Verona

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  • 1,2 km
da 125,00 €
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  • 0,8 km
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  • 0,5 km
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Verona, patrimonio dell’umanità

Verona, città ricca di bellezze artistiche e architettoniche, è una delle mete turistiche più visitate d’Italia, con ogni anno più di un milione di turisti provenienti da tutto il mondo. Tanti sono gli alberghi e gli hotel della città pronti ad accogliere i visitatori. E’ una delle maggiori città d’arte italiane ed è stata dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per la sua struttura e architettura armoniosa. La città scaligera ha integrato infatti elementi artistici di qualità dei diversi periodi che si sono succeduti, che l’hanno arricchita di monumenti storici del periodo, confluiti armoniosamente nell’architettura cittadina, di una bellezza straordinaria.


Quartieri di Verona

Città Antica

Città Antica è uno dei quartieri di cui si compone il centro storico di Verona, patrimonio mondiale UNESCO, e si estende grosso modo nell’area del primo agglomerato urbano di fondazione romana. La zona è cinta dall’ansa del fiume Adige e racchiude alcuni dei principali monumenti della città.

Il cuore del quartiere è senza dubbio Piazza Brà, con le sue porte, i suoi maestosi palazzi di varie epoche e l’imponente Arena, simbolo indiscusso della provincia veneta. Qui si concentra il fervore cittadino con i tanti negozi, bar e ristoranti che affacciano sul verdeggiante giardino centrale.

In Città Antica, altro luogo degno di nota è la splendida Piazza delle Erbe, da molti considerata tra le più belle d’Italia per la sua particolare conformazione e gli edifici in stile gotico, rinascimentale e manierista, visibili in un solo colpo d’occhio. Piazza dei Signori, conosciuta anche come Piazza Dante, per la statua posta al centro e dedicata al Sommo Poeta, è invece il luogo di ritrovo dei giovani universitari che qui si incontrano, sotto le monumentali Logge. La cornice è davvero d’eccezione con i Palazzi del Comune, di Cansignorio e del Podestà, ma anche con la Chiesa di Santa Maria Antica e le famose arche scaligere.

Il quartiere è però permeato dalle vicende amorose di Giulietta e Romeo narrate da William Shakespeare, che qui ambientò il suo capolavoro letterario. In Via Cappello si trova infatti la casa di Giulietta, una mirabile dimora medievale, meta di “pellegrinaggio” di ogni innamorato che desidera affacciarsi dal famoso balcone. In Via delle Arche si trova invece la Casa di Romeo, un tempo appartenuta alla famiglia dei Montecchi, edificio medievale tra i meglio conservati della città. Le dimore dei due amanti sono collegate dall’Orto Botanico.

Nell’orto dell’ex- convento dei frati cappuccini, risalente al XII secolo, la leggenda vuole che sia stata sepolta la sventurata Capuleti: qui giace un suggestivo sarcofago, illuminato dalla luce mistica di finestroni gotici, in presenza del quale si celebrano matrimoni civili e si è soliti lasciare missive indirizzate a Giulietta per risolvere pene d’amore.

Il quartiere, a ridosso dell’Adige, è racchiuso dalle diverse cinta murarie – comunali, scaligere e austriache – da cui si dipanano gli spettacolari ponti, e Castelvecchio, la fortificazione più antica, si erge a custode dei brulicanti vicoli di Città Antica, ricchi di botteghe e locali storici.


Come arrivare

Il Quartiere di Città Antica è raggiungibile dall’autostrada A4 uscendo a Verona Sud e proseguendo per Viale del lavoro si giunge a Piazza Brà. In treno si scende nella stazione di Verona Porta Nuova, a quindici minuti a piedi dal centro storico. Con l’aereo si arriva nell’aeroporto Valerio Catullo e si giunge in centro con i bus di servizio.


Borgo Roma

Il quartiere Borgo Roma si trova appena 2 chilometri a sud dal centro storico di Verona e nelle sue vicinanze c’è l’importante polo fieristico Veronafiere.

L’origine del quartiere è antica: nel Medioevo era conosciuto per l’ospizio volto ad ospitare i lebbrosi, mentre nel XV secolo insediamenti abitativi già animavano la zona, che ha tuttavia conosciuto il proprio sviluppo nell’Ottocento con la costruzione di un sistema di fortificazioni voluto dagli austriaci. Sul finire del secolo la realizzazione dei Canali Giuliari e Camuzzoni ha favorito l’industrializzazione del quartiere.

Oggi Borgo Roma ha un aspetto moderno e ordinato da perfetto quartiere residenziale, dove locali, negozi e servizi rispecchiano la vocazione universitaria della zona, che ospita la Facoltà di Medicina. Gli ampi viali sono abbelliti da verdeggianti alberature e da giardini, tra cui spicca il nuovo parco di via San Giacomo.


Come arrivare

Per raggiungere Borgo Roma in auto è necessario prendere l’autostrada A4 Milano-Venezia e uscire al casello di Verona Sud. In bus i collegamenti da e per il centro storico non mancano: basta prendere le linee 22, 70, 72 e 510 con fermata Policlinco G. B . Rossi.


San Zeno

San Zeno è un quartiere storico di Verona, dislocato a pochi chilometri a ovest dal centro vero e proprio, sorto attorno all’omonima basilica. Qui riposano le spoglie dell’ottavo vescovo e patrono della città, San Zeno, sepolto nel 380 d. C. lungo la via gallica, nell’antica necropoli romana che, per le leggi dell’epoca, doveva rimanere fuori dal fulcro urbano.

Il cuore del quartiere è rappresentato proprio dalla piazza su cui domina la Cattedrale di San Zeno, esempio mirabile di architettura romanica che ospita una sua statua ridente (il “San Zen che ride”), accanto alla quale si erge un chiostro dall’atmosfera mistica e la più piccola Chiesa di San Procolo, dedicata al quarto vescovo di Verona, le cui spoglie vengono conservate all’interno.

La piazza è inoltre caratterizzata dalla presenza dell’alto campanile della cattedrale e dalla torre superstite della cinta muraria. Gli altri edifici sono invece bassi e semplici, ma molto caratteristici, a rispecchiare l’indole popolare che il quartiere acquistò fino al ‘300, quando era abitato da famiglie povere che vivevano delle elemosina della diocesi. Qui avrebbe origine anche il famoso carnevale veronese, che culmina le festività proprio in questa piazza: nel 1531 il ricco signore Tommaso De Vico avrebbe infatti lasciato i propri averi agli abitanti di San Zeno per poter far festa una volta l’anno.

Per l’origine popolana e le leggende legate a questo quartiere, San Zeno è considerato dai veronesi la zona più autentica della città, dove è possibile ammirare anche il Complesso di San Bernardino del XV secolo e, più a sud, Porta Palio, da cui partono le lunghe mura scaligere. La zona si presenta oggi come un quartiere elegante e ricco di fascino, dove non mancano locali caratteristici e botteghe artigiane.


Come arrivare

Il quartiere si raggiunge in bus con le linee 31, 32, 33 con fermata in Piazza Pozza, con la 61 e 93 in Via Da Vico.


Luoghi da non perdere a Verona

Duomo di Verona

Il Duomo di Verona è consacrato a Santa Maria Assunta ed è il principale centro religioso della città, sito nel cuore dell’antica urbs romana, vicino all’ansa dell’Adige. L’edificazione della cattedrale risale al IV secolo, ad opera del vescovo di allora San Zeno. Sono tuttora visibili le testimonianze dell’impianto originario che si presentava come un grande complesso comprendente gli edifici di S. Giovanni in Fonte, S. Elena, il chiostro dei Canonici, la Biblioteca Capitolare, la piazza antistante e il Vescovado.

Già nel V secolo si procedette all’ampliamento del duomo, ma il terremoto del 1117 provocò danni tali da indurne la completa ricostruzione, conclusa nel 1187, cui seguì la consacrazione da parte di Papa Urbano III. Altri elementi architettonici sono stati ritoccati nel tempo come la facciata rinascimentale e il campanile, eretto tra il 1915 e il 1920, che è rimasto privo di cuspide a causa dello scoppio della guerra.

L’esterno è dominato da una facciata tripartita in marmi bianchi e rosati decorata con colonne tortili movimentate da decori vegetali, scene di caccia e figure di santi. Un timpano sorretto da grifoni e colonne completa la parte superiore. L’interno è diviso in tre navate ritmate da pilastri in marmo rosso veronese. Tra i dipinti e le opere scultoree qui conservate spicca l’Assunzione della Vergine dipinta da Tiziano. Pregevoli anche i due antichi organi a canne posti sopra i cantori.

Il campanile, che svetta con i suoi 75 metri, è composto da una base romanica, da un fascia centrale risalente al ‘500 del Sanmichieli e da un apice realizzato nel ‘900 dall’architetto Fagiuoli. Al suo interno suonano nove grandi campane, ritenute dagli esperti tra le migliori della penisola, capaci di essere suonate a concerto.


Come arrivare

È possibile raggiungere il Duomo con i bus numero 70 o 71.


Arena di Verona

Questo anfiteatro romano è considerato il simbolo di Verona, meta ambita di artisti internazionali. Una leggenda medievale aleggia sulla misteriosa origine dell’Arena e racconta che un veronese condannato a morte per un grave crimine, pur di aver salva la vita, promise ai cittadini di costruire in una sola notte un grande edifico capace di contenerli tutti. Per riuscire nell’impresa scese a patti con il diavolo che inviò i suoi demoni tra il tramonto e l’alba. L’uomo pentito dell’accordo, pregò la Madonna di allontanare quelle creature malefiche e la Vergine lo accontentò anticipando di due ore il sorgere del sole. L’opera rimase però incompiuta, come dimostra l’ala con le quattro fila di archi isolati.

Si presume in realtà che la costruzione dell’anfiteatro sia avvenuta in epoca romana, nel 30 d.C., fuori dalla città. In una lettera di Plinio il Giovane si parla di spettacoli di gladiatori tenutisi al suo interno. A confermare questo tipo di intrattenimenti le numerose iscrizioni funerarie dei combattenti.

Successivamente, in epoca medievale, l’arena fu recuperata ad opera di Teodorico, re dei Goti, che la utilizzò come teatro. Nei periodi di invasione l’Arena fu impiegata anche come fortezza difensiva, mentre nell’età dei Comuni divenne luogo di lotte fisiche per risolvere processi giudiziari incerti. Fu dimora di prostitute e scena di esecuzioni. In epoca rinascimentale si avviò un restauro del monumento e nel ‘700 opere di scavo archeologico interessarono la cavea, pur continuando ad ospitare le giostre della quintana fino al 1716.

Assistettero agli spettacoli nell’Arena personaggi come Goldoni, Goethe e Napoleone Bonaparte. Tra ‘800 e ‘900 diversi interventi di restauro interessarono non solo la struttura, ma anche l’area circostante il teatro, divenuto ormai luogo di rappresentanza cittadino. Oggi l’Arena ha una capienza di circa 22.000 persone e dal 1913, anno della sua prima stagione, inaugurata con l’Aida, è il principale teatro lirico all’aperto del mondo. Ogni anno, nel periodo estivo, si tengono in questa cornice unica una serie di spettacoli sotto le stelle.


Come arrivare

In auto l’Arena s raggiunge percorrendo l'autostrada A4 e uscendo a Verona Sud. In treno si raggiunge la stazione centrale Verona Porta Nuova e si prende uno dei bus di linea che fermano a Piazza Bra (11, 12, 13, 14, 72 e 73).


Basilica di San Zeno

La Basilica di San Zeno è dedicata al patrono della città, festeggiato il 21 maggio. All’interno della chiesa c’è proprio una famosa statua del Santo che sorride e che per questo è conosciuta come “San Zen che ride”. L’aspetto attuale di questo luogo di culto, in stile romanico veronese, è quello che gli fu conferito nel 1398, dopo i danneggiamenti subiti a seguito di un forte terremoto e diverse vicissitudini.

Il rosone della facciata è conosciuto come “ruota della fortuna” e raffigura un uomo su un trono, seguito da un altro schiacciato dalla sventura e dal successivo di nuovo sul trono e così via. Un’iscrizione latina così recita: “Ecco, solo io Fortuna, governo i mortali; elevo, depongo, dono a tutti i beni ed i mali; vesto chi è nudo, spoglio chi è vestito. Se qualcuno confida in me, se ne andrà deriso”.

Le altre decorazioni, insieme al portale in formelle di bronzo, sono tutte volte ad illustrare la vita e i miracoli di San Zeno, oltre a parabole religiose. L’interno della Cattedrale presenta molti elementi di pregio. La cripta, è una vera e propria chiesa sotterranea, dotata di 49 colonne l’una diversa dall’altra, dove Shakespeare ambienta il matrimonio tra Romeo e Giulietta. La chiesa plebana è il livello centrale, suddiviso in tre navate abbellite con numerose opere pittoriche e scultoree. Nel presbiterio, oltre al “San Zen che ride”, c’è un’importante pala del Mantegna: “Madonna con Bambino e santi”.

Il campanile distaccato è alto 62 metri e presenta decorazioni con statue romane. Al suo apice c’è una delle campane più antiche esistenti, di forma ottagonale, che veniva suonata un tempo per avvisare i veronesi dell’arrivo dei temporali.


Come arrivare

In bus la Cattedrale di San Zeno si raggiunge con le linee 31, 32, 33 per Piazza San Pozza, con le linee 61 e 93 da Via da Vico.


Piazza Brà

Piazza Brà è la più grande piazza di Verona, come dice anche il suo nome, derivante da “braida”, dal longobardo “breit”, “larga”. È il cuore pulsante della città veneta e perfetto punto di partenza per scoprirne ogni bellezza. Qui si possono già ammirare alcuni dei principali monumenti veronesi, tra cui la celebre Arena.

La sua prima progettazione si deve all’architetto Michele Sanmicheli che nel ‘500 cominciò a delimitarne l’area con la costruzione sul lato occidentale di Palazzo Malfatti Honorij, il cui stile si ispira alle arcate del vicino anfiteatro, posto a settentrione. Gli edifici che si affacciano sulla Piazza sono di epoche e stili diversi. Sul lato ovest, a costeggiare Palazzo Ottolini, Palazzo Guglienzi, Palazzo Righetti e Palazzo Honorij, corre il Liston, largo marciapiede lastricato in pietra rosa che fu costruito nel 1770 per collegare Corso Porta Nuova, accesso sud della città, a Via Mazzini. Oggi si affacciano qui numerosi locali di ristoro e negozi.

Sul lato sud di Piazza Brà si erge invece la Gran Guardia, la cui costruzione fu cominciata nel ‘600 dai veneziani e conclusa poi nell’800 dagli austriaci. Costituito da due piani e un attico, la Gran Guardia presenta un lungo portico di 13 arcate e un primo piano illuminato da 15 vetrate, in cui vengono oggi ospitati convegni e importanti mostre.

Sul lato orientale svetta Palazzo Barbieri, in stile neoclassico, edificato nella seconda metà dell’ottocento, a discapito dell’ospedale, della chiesa e degli edifici di quello che un tempo era il rione Sant’Agnese. Il Palazzo, inizialmente adibito a scopi militari, fu poi sede degli uffici comunali. Bombardato nel 1945, fu ristrutturato due anni dopo prevedendo l’aggiunta dell’ala posteriore a semicerchio, che si innesta sulla facciata rialzata da un’imponente scalinata e dominata da un frontone triangolare. A dominare il lato nord c’è comunque la maestosa Arena, con la sua forma ellittica e i due ordini di arcate romane.

Al centro di Piazza Brà il monumento equestre a Vittorio Emanuele II sorveglia un piccolo giardino, in cui è possibile sostare sulle panchine disposte sotto abeti secolari. All’interno si trova la Fontana delle Alpi, eretta nel 1975 in onore del gemellaggio tra Verona e Monaco di Baviera. I cittadini la chiamano ironicamente “struca limoni” per la sua forma originale che ricorda appunto uno spremi agrumi.

Piazza Brà assolve appieno il suo compito di centro pulsante cittadino che, in particolare, nel periodo natalizio, si veste a festa con bancarelle, presepi e la famosa enorme stella cometa a sormontarla.


Come arrivare

Numerosi sono i bus che fermano a Piazza Brà: 11, 12, 13, 72 e 73.


Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe è la più antica piazza di Verona, eretta sulle vestigia di quello che un tempo era il foro romano, cui si deve la particolare conformazione allungata. Qui si concentrò per lungo tempo la vita pubblica, gli scambi commerciali e le sedi politiche del periodo Scaligero. Negli edifici che la abbracciano è riconoscibile la stratificazione architettonica di varie epoche che la rendono una delle piazze più belle d’Italia.

Giungendo da Via Mazzini, sul lato orientale, si trova subito il palazzo duecentesco della Regione, detto anche del Comune, dove si svolsero i principali avvenimenti politici della città. La sua ristrutturazione è avvenuta nell’ottocento ad opera del Barbieri che ne mutò la facciata in stile neoclassico. A sormontare l’edificio c’è l’alta Torre dei Lamberti, risalente al 1172 e poi innalzata fino a ben 84 metri nel 1484, che primeggia su tutti gli edifici della città. È possibile vistarla e salire fino in cima, da cui si ammira un impareggiabile panorama di Verona.

Accanto si trova la Casa dei Giudici, anch’essa risalente al ‘200, che ospitò la residenza del Podestà prima e la sede del consiglio dei cittadini e dimora dei giudici della Serenissima poi. La Casa dei Giudici e il Palazzo della Regione sono tra loro collegati dal cosiddetto Arco della Costa, poiché al centro vi pende appunto una costola che la leggenda vuole sia stata perduta dal diavolo. In realtà si tratta sì di una costola, ma di balena, utilizzata da un negoziante del luogo come insegna per la sua attività nel medioevo.

Questo lato di Piazza delle Erbe si chiude con le Case Mazzanti, pregevoli edifici risalenti al ‘300, utilizzati dagli Scaligeri come magazzini del grano e nel Rinascimento dipinti sulle facciate con soggetti allegorici che valsero a Verona l’appellativo di “urbs picta”.

Sul lato minore nord-occidentale dominano il barocco di Palazzo Maffei, primo edificio ad introdurre questo stile a Verona, con una facciata a tre piani ricca di sculture a sorreggere la balaustra, e la Torre del Gardello, ben più antica e alta 44 metri, conosciuta anche come Torre delle Ore per l’antico orologio meccanico a campana posto sulla sommità. Davanti si erge la Colonna di San Marco, del 1523, posta a sancire il ritorno del dominio veneziano sulla città, così come ricorda il Leone alato al suo apice.

Sul lato lungo, all’incrocio con Via Pellicciai, non passa inosservato l’aspetto di fortezza medievale della maestosa Domus Mercatorum, un tempo sede di Arti e Mestieri. Dinnanzi a Via Cappello c’è invece la Colonna Antica, del 1401, in stile gotico, dove sono visibili gli stemmi dei Visconti di Milano, che qui dominarono. Nell’edicola sono visibili statuette di Maria, San Zeno, Cristoforo e Pietro Martire. Al centro, davanti alla via mediana, si trova un baldacchino in marmo del XIII secolo, conosciuto come Capitello o Tribuna, dove avvenivano le cerimonie di insediamento dei podestà, si annunciavano ai cittadini i proclami e in cui si esponevano le teste mozzate dei condannati. Alla base sono inoltre ancora visibili le antiche unità di misura “copo”, “quarel” e “fassina”.

Il centro di Piazza Erbe è infine adorno della fontana Madonna di Verona, del 1368, la cui statua raffigurante la Vergine è in realtà una scultura romana del I secolo d. C.


Come arrivare

In bus è possibile raggiungere Piazza Erbe con la linea 70 e 71.


Casa di Giulietta

Al civico 23 di Via Cappello, nel centro storico di Verona, vicino Piazza Erbe, si erge una casa medievale ritenuta la dimora di Giulietta Capuleti, protagonista della tragedia d’amore di Shakespeare. La dimora, risalente al XIII secolo, è appartenuta alla famiglia Cappello, identificata appunto con il casato dei Capuleti menzionato dal drammaturgo inglese.

Il suo aspetto attuale si deve al restauro compiuto da Antonio Avena tra il 1937 e il 1940, volto a ricreare quell’atmosfera medievale ritratta da Hayez nel suo dipinto “Giulietta e Romeo”. Accedendo dal grande cancello in ferro battuto, decorato con lo stemma dei Cappello, attraverserete un andito i cui muri sono letteralmente tappezzati di graffiti, messaggi e lettere d’amore, lasciate dai visitatori che negli anni sono passati di qui.

Potrete poi immergervi nello splendido cortile interno dove campeggia la famosa figura in bronzo di Giulietta, realizzata da Nereo Costantini, ai piedi della quale una targa riporta alcuni dei versi salienti dell’opera letteraria. La facciata dell’edificio, in stile duecentesco, è in mattoni vivi, movimentata dalle finestre trilobate e dal portone gotico, ma a dominare su tutto è il famoso balcone sotto cui Romeo chiamava la sua amata.

L’interno dell’edificio presenta arredi che ben ricostruiscono gli ambienti tipici delle dimore signorili del XIV secolo: arazzi, cassapanche, ceramiche e, all’ultimo piano, un soffitto a cassettoni dipinto d’azzurro e adorno di stelle dorate. La Casa di Giulietta è ormai una tappa irrinunciabile per chi giunge a Verona e vuole assaporare la magia e il romanticismo della città scelta da Shakespeare per ambientare il suo capolavoro. Prima di andar via, ricordate però di sfiorare il seno destro di Giulietta: si dice porti fortuna in faccende di cuore!


Come arrivare

La Casa di Giulietta è comodamente raggiungibile con il bus. È possibile scendere alla fermata San Fermo prendendo le linee 11, 12, 13, 51, 510 e 73 o scendere alla fermata Lungadige Rubele con le linee 70, 71 e 72.


Arche Scaligere

Le arche scaligere sono un maestoso complesso monumentale funerario in stile gotico, dove sono sepolti i membri della famiglia degli Scaligeri.

Si trovano nel centro storico di Verona, a fianco della Chiesa di Santa Maria Antica, vicino a Piazza delle Erbe, recinte da un cordolo murario in pietra veronese, sormontato da una cancellata in ferro battuto che riporta lo stemma della casata, intervallata da colonne con statue.

A ridosso della Chiesa di Santa Maria Antica c’è la tomba di Mastino I della Scala, un sarcofago romano risalente al 1277, tra le più antiche del complesso. Più avanti è sepolto il fratello Alberto I in una tomba decorata con bassorilievi raffiguranti il defunto insieme ad immagini religiose.

L’arca di Mastino II è invece più elaborata e venne fatta erigere dal destinatario quando ancora era in vita. A base quadrangolare, si sviluppa su quattro pilastri decorati con figure femminili, mentre a quattro metri da terra si trova il sarcofago, con il ritratto di Mastino II accompagnato da quattro angeli. Il tutto è coperto da un ricco baldacchino sormontato dalla statua equestre del defunto.

Maestosa anche l’arca di Casignorio, tra le più costose del complesso, si sviluppa su una base esagonale. Numerose guglie, tabernacoli e sculture accompagnano le sei colonne che ne sorreggono il sarcofago riccamente decorato, anch’esso sormontato dal baldacchino e dalla statua equestre di Casignorio.

Fuori dal recinto, sopra un portale della Chiesa di Santa Maria Antica, si erge invece la tomba di Cangrande I della Scala, risalente al 1329. Il sarcofago è sostenuto da cani che portano il suo stemma araldico ed è decorato da bassorilievi che raffigurano l’Annunciazione. Sopra è ben visibile la statua di Cangrande I, con una lunga spada al fianco e un sorriso sul volto, disteso su un mirabile lenzuolo funebre in marmo. Anche questa tomba è protetta da un pregevole baldacchino e dalla statua equestre del potente.

I letterati e artisti che passarono per Verona, come lo storico francese Georges Deby, il pittore John Ruskin, Paul De Musset, Heinrich Taine e molti altri hanno riportato nelle loro memorie impressioni colpite di questi straordinari sepolcri.


Come arrivare

Le arche scaligere si possono raggiungere in bus con le linee 70 e 71, che fermano in Piazza Viviani o con la 96 e 97 scendendo sul Lungadige Rubele.


Castelvecchio

Castelvecchio è il castello di Verona, eretto tra il 1354 e il 1356, a scopo militare da Cangrande II della Scala, sulla cinta muraria cittadina, con un ponte sull’Adige. Il suo nome originario era Castello di San Martino in Aquaro dalla chiesa che nel sito originariamente si ergeva e di cui rimangono testimonianze nella Corte d’Armi. Dopo l’edificazione dei Castelli San Felice e San Pietro prese dunque il nome di Castelvecchio.

Nel corso dei secoli Castelvecchio conservò la sua vocazione bellica finché nel 1923, grazie ad un intervento di Antonio Avena e Ferdinando Forlati, l’edificio è stato adibito ad ospitare il Museo Civico di Verona. Negli ani ’50 un restauro e una riorganizzazione degli spazi firmata Carlo Scarpa ha reso più funzionale la fruizione delle opere qui esposte.

Castelvecchio si compone principalmente di tre spazi: la Corte della Reggia Scaligera, a sud, la Corte d’Armi, a nord, collegata alla Corte del Mastio da mura merlate lungo l’Adige, mentre al centro si trova il grande cortile. Quattro le torri che lo delimitano. Oggi questi spazi ospitano pregevoli opere di scultura e pittura, dal periodo medievale a quello moderno, antichi strumenti di artiglieria, esemplari di numismatica e tanti altri reperti dislocati in 29 sale.

Nonostante Castelvecchio sia ormai adibito a spazio museale, conserva perfettamente il suo imponente aspetto di struttura difensiva, tanto che, percorrendo il ponte a tre arcate sull’Adige, distrutto dai tedeschi durante la guerra e poi ristrutturato, è possibile ammirare una splendida veduta della città e delle colline circostanti.


Come arrivare

Castelvecchio può essere comodamente raggiunto in bus con le linee 21, 22, 23, 24, 31, 32, 33, 41, 61, 62 che fermano a Corso Cavour.


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