Per molti anni Kreuzberg è stato teatro di proteste e manifestazioni cittadine. Gruppi punk,
anarchici e occupanti abusivi di abitazioni regnavano incontrastati su questo malfamato quartiere che
la “berlino bene” chiamava “SO36”, il CAP di Kreuzberg nella zona Ovest della città.
Oggi, numerosi turisti “osano” addentrarsi per le vie di Kreuzberg senza elmetto, sapendo che il 1
maggio è lontano (giorno in cui la “vecchia” gente di Kreuzberg si riunisce ogni anno, riportando in
vita i tempi passati del lancio delle pietre, in occasione della manifestazione “1. Mai Demo”).
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La prima cosa che si
nota, camminando dal parco “Görlitzer Park” alla porta “Kottbusser Tor” e proseguendo lungo il
canale “Landwehrkanal”, sono due mondi che convivono: uno ammalia l’olfatto con un mix di verdure
disposte sulle bancarelle e il tabacco del narghilè (qui, chiamato “Shisha”), l’altro vuole
piazzare costosi appartamenti di proprietà, attirare all’inaugurazione di una galleria e rendere
squisito il latte di soja. La multiculturalità non è fallita, cara signora Merkel: Kreuzberg la
vive ogni giorno!
È possibile fare una pausa presso il “Fräulein Wild” a nord di Kottbusser Tor. Qui potrete bere
un buon caffè e gustare una fantastica quiche. Inoltre la selezione di torte fatte in casa è
notevole.
In questo vivacissimo quartiere non c’è traccia della grigia metropoli: tutto è verde e
fiorito. Il parco “Görlitzer Park”, l’adiacente Friedrichshain, gli alberi lungo
il canale “Landwehrkanal” e l’area intorno alla porta “Hallesche Tor”: ovunque ci sono parchi
giochi, asili, mamme con carrozzine e uno stile di vita alternativo. Sono sufficienti 90 minuti a
Kreuzberg e una breve sosta presso l’accogliente bar “Caferundum” in via Großbeerenstraße, per
vedere come si scatenano numerosi decenni del nostro futuro.
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Alla fine di
Zossener Straße i turisti raggiungono il centro dell’area Bergmannkiez, la più elegante e
famosa di Kreuzberg, dove si sussegue un’infinità di boutique, che non si ha nemmeno il
tempo di ammirare tutti i prodotti esposti, da articoli all’uncinetto al tabacco aromatizzato per
il narghilè, passando per le spezie. Anche qui l’aria è pervasa da una molteplicità di piacevoli
profumi, che rimarranno per sempre registrati nella memoria dei turisti con il nome di
“Kreuzberg”.
Presso il “Marheineke Markthalle” (mercato biologico coperto) in
Marheinekeplatz, la concentrazione di aromi nell’aria è ancora più intensa. Infine anche l’Italiaa
contribuisce all’internazionalità del quartiere con specialità culinarie del bar “LoSpazio” e le
ottime pizze di “Pizzeria Manhattan”.
In piazza Chamissoplatz, poi, tutti portano sempre il cilindro, passeggiando con abiti lunghi
fino ai piedi tra edifici in stile “Gründerzeitstil” (periodo successivo all’unificazione tedesca,
1871-1873).
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Gli stranieri hanno
la sensazione di aver fatto un viaggio nel tempo e, solo quando sentono riecheggiare un “cut”, si
rendono conto che Kreuzberg è ancora un luogo amato per le riprese dei film storici.
Nell’ambiente raffinato del Colibrì bar si possono gustare sensazionali tapas. Questo posto è
un’oasi confrotevole in stile mediterraneo, con un’atmosfera piacevole e un servizio familiare. È
anche il punto d’incontro di avanguardie artistiche, musicisti che qui si incontrano e conversano
piacevolmente.
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Qui, regna
nuovamente la tipicità di Kreuzberg: numerosi aromi, molte culture differenti, tante lingue.
Inoltre, in quest’area svetta il monte che dà il nome al quartiere, invitando i turisti
all’ascensione. Arrivati in cima, è possibile ammirare un immenso panorama su
Berlino, fino a piazza Alexanderplatz (affettuosamente chiamata “Alex”) e oltre. Chi si
volta, invece, si trova di fronte al monumento nazionale del 1821. Ed emozionante è anche
l’impetuosa cascata che scende a valle.
Un tour per quest’area ricca di tradizione termina solitamente presso il monumento commemorativo
del ponte areo, che il popolo chiama “Hungerharke” (forca della fame) oppure “Hungerkralle”
(artiglio della fame).
Infine è consigliato recarsi al vicino Cafè do Brasil in Dudenstr. e assaggiare il Moqueca
(stufato brasiliano). A questo punto il moderno visitatore di Berlino ha acquisito la piena
consapevolezza che i tempi sono cambiati. Non c’è più alcun bisogno di un elmetto protettivo!
Immagini
- Foto-1: Andreas Lehner, CC BY 2.0
- Foto-2: Andreas Lehner, CC BY 2.0
- Foto-3: Sarahtz, CC BY 2.0
- Foto-4: Fräulein Wild
- Foto-5: Fräulein Wild
- Fräulein Wild: Fräulein Wild
- Mercato coperto di Marheineke: Steffen Zahn, CC BY 2.0