Hotel a Pisa

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  • 0,8 km
da 119,00 €
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  • 0,3 km
da 135,00 €
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  • 3,6 km
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  • 12,0 km
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  • 3,1 km
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  • 0,3 km
da 46,00 €
Distanza (in linea d'aria)
  • 0,6 km
da 79,00 €

Pisa, città ricca di arte

Una delle più grandi città della Toscana, Pisa è città ricca di arte e cultura. Le sue bellezze artistiche e architettoniche ne fanno una delle mete preferite di migliaia di turisti provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo. I numerosi hotel e alberghi sparsi in tutto il territorio comunale offrono una possibilità di soggiorno qualificato e rispondente a tutte le esigenze e tutte le possibilità.

La gastronomia pisana

Un giro per la città deve far tappa presso uno dei numerosi locali e ristoranti cittadini, per gustare la succulenta gastronomia toscana e in particolare i piatti della tradizione pisana. Tra i primi piatti da non perdere la minestra col pancotto o gli gnocchi alla pisana o ancora le pappardelle all’alzavola o il bordatino alla pisana. Tra i secondi particolare è il baccalà alla pisana con le olive o la fricassea d’agnello al timo, mentre per i dolci da provare il castagnaccio alla pisana. Ad una buona mangiata accompagniamo allora una buona bevuta, con i vini delle Colline Pisane, dal rosso Chianti DOCG al Bianco Pisano San Torpè DOC o il Montescudaio DOC, rosso o bianco.


Luoghi da non perdere a Pisa

Torre di Pisa

Costruita nella celeberrima piazza del Duomo o dei Miracoli, La Torre di Pisa costituisce il campanile dell’omonima Chiesa del Duomo. Unica nel suo genere, la Torre ha la caratteristica di essere una struttura inclinata e perciò pendente, di circa 5 gradi dal suo baricentro. Tale pendenza è dovuta a d un cedimento del terreno verificato dopo tre anni dalla data di costruzione. Il monumento, secondo fonti vasariane è attribuito a Bonanno Pisano anziché a Diotisalvi, che posò le fondamenta nel 1173.

Dopo un anno, utile alla posa delle fondamenta, iniziarono ufficialmente i lavori: il monumento è alto 58 metri, di pianta circolare dal diametro di quasi 20 metri; è stato calcolato che la torre ha un peso di 14.453 tonnellate, ha uno sprofondamento di circa 2 metri e mezzo e la sua pendenza cresce di un millimetro all’anno. Capolavoro di architettura pisana la struttura è composta da una costruzione cilindrica interna e una esterna. Quest’ultima è ricoperta da anelli concentrici con loggiati, archi e colonne in calcare di San Giuliano, la Torre è sormontata da una cella campanaria. La struttura si presenta nella sua parte inferiore con sei loggiati animati alla base da un giro di arcate cieche dai marmi policromi, per un totale di otto ordini di arcate. Nella struttura interna, composta da un cilindro cavo, è ricavata una scala elicoidale composta da 293 gradini che conducono il visitatore fino alla parte più alta sormontata dalla cella campanaria. La cella campanaria a cui è possibile accedere attraverso una scala a chiocciola, non ha soffitto, da essa è possibile vedere la base del campanile. Nella sommità sono custodite sette campane che ancora oggi suonano prima dell’inizio della Messa del Duomo. Nell’antichità ogni campana scandiva, ciascuna, un momento del calendario liturgico.

La pendenza della Torre ha da sempre preoccupato storici e architetti, nel corso della storia tale pendenza ha avuto momenti di aumento di inclinazione ma anche periodi di stabilità e riduzione della pendenza. Nel corso dell’Ottocento la Torre fu oggetto di importanti restauri che dimostrarono definitivamente che la pendenza della Torre non era voluta ma causata dal terreno su cui era stata costruita; il basamento, infatti, era stato progettato su un terreno dall’alto contenuto di argilla e acqua che non riusciva a sostenere il peso dell’intera struttura. Per fare fronte a questo problema uno degli interventi del tempo fu di assorbire l’acqua in eccesso attraverso l’utilizzo di pompe apposite, questo intervento al contrario ne intensificò la pendenza.

Negli anni novanta del XX secolo l’inclinazione della Torre aumentò tanto da far pensare agli studiosi un concreto pericolo di crollo, in quell’occasione iniziarono i lavori di consolida mento, terminati nel 2011, che portarono all’applicazione di supporti finalizzati a raddrizzare la Torre e il suo basamento, restituendola alla stessa pendenza che presumibilmente doveva avere 200 anni prima.


Come arrivare

Dalla stazione di Pisa centrale si possono prendere i seguenti bus: Bus LAM ROSSA-davanti l’uscita principale della stazione fino alla fermata di via Cammeo/Piazza Manin; Bus N. 4 -di fronte all’uscita principale della stazione- fino alla fermata di Piazza Arcivescovado. Oppure sempre dalla stazione si può venire a piedi dirigendosi verso Piazza Vittorio Emanuele imboccando la via Crispi fino al ponte Solferino. Attraversato il ponte si arriva a Piazza dei Miracoli.


Duomo di Pisa

Costruito nel 1063 sulle spoglie di una preesistente chiesa bizantina dedicata a Santa Reparata, il Duomo di Pisa rappresenta un capolavoro di stili che si fondono tra di loro. Frutto di un bottino dell’impresa Pisana compiuta in Sicilia contro i musulmani, al suo interno si possono ammirare influenze islamiche e bizantine, lombarde e classiche. Secondo le fonti, dove ora è visibile il duomo, originariamente sorgeva il Palazzo dell’imperatore romano Adriano.

L’edificio progettato e costruito dall’architetto Buschetto Pisano nel 1063, era originariamente a croce greca sormontato da una cupola all’incrocio dei bracci. Oggi è a croce latina, composta da cinque navate con un abside principale che, nella sua parte superiore, è decorato da un mosaico che risale al XIV secolo. La struttura si completa con un transetto a tre navate, l’interno è scandito da arcate a sesto acuto e da fasce di marmi policromi che dividono lo spazio suggerendo un’atmosfera simile alle moschee islamiche. Infine la presenza di due matronei rialzati e posti nelle navate, di chiara matrice bizantina, completano la struttura dell’edificio. Il soffitto è sormontato da cassettoni dorati risalenti al Seicento, l’antico soffitto, presumibilmente si presentava con una struttura con capriate lignee a vista. Al suo interno sono custodite molte opere di grande rilievo storico artistico: tra le testimonianze Trecentesche spicca il mosaico di Cimabue nel bacino absidale raffigurante Cristo tra la Vergine e San Giovanni oltre al pulpito dello scultore Giovanni Pisano. Inoltre vi sono all’interno numerose tele quattrocentesche di Andrea Del Sarto. Sempre all’interno vi è un lampadario in ottone, detto la Lampada di Galilei, che secondo la tradizione ispirò lo studioso nel formulare la teoria dell’isocromia del pendolo, questa teoria fu smentita, poi ,dalle fonti in seguito.

Il Duomo fu oggetto di numerose modifiche e cambiamenti che arricchirono nel corso della sua storia parti interne e d esterne della struttura. L’abside, nella sua parte esterna è ornata con mosaici e losanghe di matrice islamica, tali decorazioni si ripetono per il tutto il corpo esterno del Duomo. La facciata è stata edificata da Lanfranco nel XII secolo, l’ordine inferiore è costituito da arcate cieche su colonne addossate, gli accessi all’edificio sono costituiti da tre portali, provenienti dalla bottega del Giambologna, sono raffigurate le Storie del Redentore e della Vergine. La facciata è stata completata da Rainaldo nel tardo Duecento, la certa esecuzione è confermata da un epitaffio inciso nel marmo, in latino, in cui è scritto: “Rainaldo, l’operaio abile e capomaestro, eseguito questo lavoro meraviglioso, costoso e lo ha fatto con incredibile abilità e ingegnosità”: conclusasi nel tardo Duecento è un esempio di simmetria ed equilibrio. Il portale maggiore, quello centrale, è decorato con rilievi classicheggianti, al di sopra si distinguono quattro loggette sovrapposte e decorate con marmi policromi in cui sono visibili una Madonna di Andrea Pisano (al centro) e due Angeli di Tino da Camaino (sugli angoli). Nella facciata si possono intravedere le testimonianze dei maggiori artefici del Duomo. Nella sinistra si inserisce il sarcofago del Buschetto, mentre una scritta a destra del portale rimanda a Rainaldo.

Tra le curiosità legate al Duomo, si segnalano: la presenza di un pezzo di marmo di provenienza romana posto sulla fiancata nord della cattedrale che presenta alcune infossature, secondo la leggenda queste ultime sarebbero i segni lasciati dal diavolo per impedire la costruzione del Duomo, dette anche Unghiate del diavolo. Infine, nel portone d’ingresso, tra le figure in rilievo è scolpita una lucertola che ancora oggi viene accarezzata dagli studenti come portafortuna nel giorno dell’inaugurazione dell’anno accademico.


Come arrivare

Dalla stazione di Pisa centrale si possono prendere i seguenti bus: bus LAM ROSSA-davanti l’uscita principale della stazione fino alla fermata di via Cammeo/Piazza Manin; bus N. 4 -di fronte all’uscita principale della stazione- fino alla fermata di Piazza Arcivescovado. Oppure sempre dalla stazione si può venire a piedi dirigendosi verso Piazza Vittorio Emanuele imboccando la via Crispi fino al ponte Solferino. Attraversato il ponte si arriva a Piazza dei Miracoli.


Piazza dei Miracoli

La piazza si trova ai margini della città e deve il nome a Gabriele d’Annunzio che definì le opere architettoniche che vi sorgono veri e propri miracoli. La piazza, isolata dal centro abitato, è un’isola pedonale, in pieno prato, in cui è possibile ammirare dei capolavori di architettura medioevale come il Duomo, Il Battistero, La Torre Pendente e il Camposanto. Delimitata da mura di cinta che furono costruite per proteggere il centro religioso, i lavori di costruzione iniziarono nel 1155 e si conclusero dopo circa due secoli.

Colpisce il singolare isolamento del complesso: il grande spazio ove s’innalzano gli edifici sacri si trova infatti ai margini dell’abitato urbano, nell’angolo nordoccidentale, in posizione quasi superba ed appartata rispetto agli affanni quotidiani della città. Ma un’attenta lettura storica e il contributo di scoperte archeologiche recenti restituiscono alla Cattedrale tutta la sua centralità, fondata sull’originaria scelta del sito e conservata attraverso i secoli come cuore della vita religiosa e civile di Pisa. Per comprendere al meglio il significato di questo grandioso complesso monumentale è necessario contestualizzare l’opera nella sua dimensione originaria: Pisa era una grande città marinara, situata in una zona geograficamente favorevole ad una rete di scambi commerciali segnati da importanti vie fluviali, marittime e terrestri. Il Campo dei Miracoli era stato costruito nelle vicinanze del fiume Auser, ormai scomparso, che scorreva lungo il margine settentrionale della piazza per poi riconnettersi all’Arno. A poche centinaia di metri della Piazza sorgeva l’antico porto fluviale attivo fino al V sec d.c. ed epicentro della città. Pertanto per questi motivi fu scelto questo luogo per edificare la prima Chiesa Pisana che ha origine nel 313 d.c. e su cui ora campeggia il Duomo edificato nel periodo di massima espansione della Repubblica Marinara di Pisa.

Il Duomo, fondato nel 1063 testimonia la grandezza di questa città che voleva affermare la propria supremazia attraverso l’ambizioso progetto di costituire un centro “religioso” espressione della propria grandiosità in marmo bianco come la neve che rappresentasse l’intera comunità civile e religiosa; e attraverso le epigrafi poste sulla facciata che narravano le vittorie dei pisani nelle maggiori imprese marinare. Sui fianchi della cattedrale furono posti pezzi di reimpiego provenienti da diversi monumenti di età romana finalizzati a sottolineare la grandezza di Pisa come “altra Roma”. Di fronte alla cattedrale vi è il Battistero, fondato nel 1152, progettato da Diotisalvi è l’emblema delle influenze tra l’architettura pisana e l’oriente.

La pianta circolare del battistero fu ripresa anche per la costruzione del campanile, la cosiddetta Torre di Pisa, famosa per la sua pendenza. Nel Duecento, a delimitare la piazza, venne eretto lo Spedale Nuovo, testimonianza dell’avvenuta riconciliazione con la sede Apostolica, era una struttura finalizzata a dare ristoro e cure a pellegrini, poveri ed ammalati. Ad oggi ospita il Museo delle Sinopie. Da ultimo fu edificato il Camposanto concepito per la sepoltura dei morti, dalla facciata marmorea e con un chiostro quadrangolare l’interno è accessibile attraverso l’ingresso principale che si affaccia sulla piazza oltre ad altri due ingressi laterali. Originariamente le tombe principali erano custodite nel prato centrale che ad oggi si trovano insieme a quelle secondarie che sono collocate sotto le arcate.


Come arrivare

Dalla stazione di Pisa centrale si possono prendere i seguenti bus: Bus LAM ROSSA-davanti l’uscita principale della stazione fino alla fermata di via Cammeo/Piazza Manin; Bus N. 4 -di fronte all’uscita principale della stazione- fino alla fermata di Piazza Arcivescovado. Oppure sempre dalla stazione si può venire a piedi dirigendosi verso Piazza Vittorio Emanuele imboccando la via Crispi fino al ponte Solferino. Attraversato il ponte si arriva a Piazza dei Miracoli. Parcheggio turistico in Via Pietrasantina a cinque minuti di cammino dalla Piazza del Duomo.


Chiesa di Santa Maria della Spina

Piccolo gioiello del gotico pisano, in origine la piccola chiesa di santa Maria della Spina era un oratorio costruito sul greto dell’Arno in corrispondenza di un importante ponte, il Ponte Novo che collegava le vie di santa Maria e Sant’Antonio. A partire dal 1322 iniziarono i lavori di ampliamento che si protrassero per circa cinquanta anni ad opera dell’architetto e scultore pisano Lupo di Francesco. La vicinanza della costruzione a questo ponte ne determinò il nome poi tramutato in Santa Maria della Spina a partire dal 1333, da quando la chiesa ebbe in custodia la reliquia di una spina attribuita alla corona del Cristo.

La struttura si presenta ad un’unica navata, il soffitto costituito da ampie capriate è stato dipinto nel corso dell’Ottocento. Al centro del presbiterio è collocato un capolavoro della scultura gotica attribuito ad Andrea e Nino Pisano: si tratta della Madonna con Bambino, meglio nota come Madonna della Rosa eseguita tra il 1345 e il 1348. Originariamente la statua era collocata entro un altare marmoreo cinquecentesco tra le statue di San Pietro e San Giovanni Battista, ora collocate su due mensole laterali. La chiesa custodiva in origine un’altra statua dei Pisano, La Madonna del Latte, ora conservata al Museo Nazionale di San Matteo e che era posta nella nicchia dietro l’altare decorati con pilastrini e volti di putti. La reliquia della spina era custodita in un tabernacolo laterale eseguita da Stagio Stagi.

All’esterno la facciata si presenta divisa in due parti perfettamente simmetriche composta da due portali decorati da due archi con a fianco dei pannelli marmorei rosa. Al centro dei due timpani che sormontano i portali si aprono due rosoni a d intarsi marmorei, al centro vi è un tabernacolo che ospita le statue della Madonna tra angeli attribuite a Giovanni di Balduccio. La parte superiore in corrispondenza delle coperture è caratterizzata da alte guglie in stile gotico, cuspidi e numerose statue ornano l’esterno della Chiesa insieme alla policromia dei marmi. tutte le decorazioni furono eseguite da importanti artisti dell’epoca tra i quali Nino, Andrea e Giovanni Pisano, Lupo di Francesco e Giovanni di Balduccio.

La prossimità al fiume Arno ha fatto sì che a partire dal Quattrocento la Chiesa fosse oggetto di molti restauri così come attestano numerose fonti, l’intervento più radicale fu eseguito nel corso dell’Ottocento, dopo l’Unità di Italia, quando l’edificio fu smontato e ricostruito, la chiesa fu rialzata di circa un metro. Molte delle sculture furono rimosse e sostituita con delle copie.


Come arrivare

Dalla piazza della Stazione prendere il Bus n 21 oppure il 22. Oppure a piedi, sempre dalla stazione attraversare Piazza Vittorio Emanuele II e proseguire poi per Via Francesco Crispi procedere per il lungarno fino alla Chiesa.


Palazzo Reale di Pisa

Il palazzo reale di Pisa era stata l’antica residenza invernale della corte medicea, in quanto Pisa era la seconda Città del Granducato di Toscana. Divenuta poi residenza dei Lorena e dei Savoia l’edificio sorge sul Lungarno Pacinotti. Progettato da Bernardo Buontalenti, architetto fiorentino dell’epoca, fu costruito fra il 1583 ed il 1587 e commissionato da Cosimo I de’ Medici.

La residenza patrizia successivamente fu modificata e ampliata; in origine l’edificio era collegato alla Chiesa di San Nicola attraverso due ponti. La Cappella, ora sede della soprintendenza, ad uso esclusivo della famiglia medicea , era finalizzata a cerimonie e liturgie private. Tra gli edifici pre-esistenti, secondo le fonti, fu salvata dall’ abbattimento la Torre della Vergadoro, dalla quale secondo la leggenda Galileo mostrò la volta celeste ai Granduchi con il suo cannocchiale. Dal 1989, l’antica residenza è sede del Museo Nazionale di Palazzo Reale, che raccoglie numerose opere d’arte provenienti da collezioni private. La struttura conserva l’aspetto dell’antica residenza con arredi dei secoli XVII-XIX ricco di numerose testimonianze come dipinti, ritratti, arredi, arazzi, armature che documentano il passaggio delle numerose famiglie che lo hanno abitato. Tra i reperti più importanti è doveroso citare i numerosi arazzi medicei di fattura fiamminga e fiorentina e le antiche armature del Gioco del Ponte risalenti ai secoli XV e XVII. Quest’ultimo era uno spettacolo cittadino di tradizione medievale che si svolge ancora ogni anno sull’odierno Ponte di Mezzo.

Attualmente si possono ammirare opere del Bronzino, di Raffaello, di Andrea Boscoli, di Guido Reni, del Magnasco, di Antonio Canova e di molti altri artisti, soprattutto del Settecento. Inoltre importanti raccolte frutto di doni e acquisizioni del Museo si aggiungono alla collezione del palazzo: il lascito Ceci, ad esempio, permette la fruizione di un congruo gruppo di quadri fiamminghi e italiani (XVI-XVIII secolo), di mobili antichi e di preziose ceramiche di produzione italiana ed inglese. Oltre alla donazione privata ad opera di Upezzinghi da cui proviene Amor sacro e Amor profano di Giudo Reni, vi è un altro lascito importante la collezione Schiff-Giorgini da cui provengono i dipinti su tavola del XIII-XV secolo, tra questi la Madonna col Bambino di Giusto de’ Menabuoi. Infine, tra le recenti acquisizioni del museo, bozzetti e studi preparatori di uno dei principali scultore del ‘900, Italo Griselli. Il museo è sede di rilevanti esposizioni temporanee.


Come arrivare

Dalla stazione di Pisa Centrale: Linee 2, 4, 13. LAM Verde Stazione FS Pratale Dir.2 – Fermata Pacinotti 1.

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